Servono responsabilità e realismo, aumenti sproporzionati o non coerenti con i reali valori di mercato possono avere effetti molto pesanti sul sistema degli investimenti pubblici e privati.
Alessandria
In queste settimane si è aperto un importante confronto sul tema del prezzario regionale dei lavori pubblici e, più in generale, sull’andamento dei prezzi dei materiali e delle materie prime. Si tratta di una questione tutt’altro che tecnica: riguarda direttamente la possibilità per i Comuni, per le imprese e per i cittadini di continuare a investire e realizzare opere nei nostri territori. Come Sindaco del Comune di Castelletto Monferrato ritengo necessario porre l’attenzione su un rischio concreto: aumenti sproporzionati o non coerenti con i reali valori di mercato possono avere effetti molto pesanti sul sistema degli investimenti pubblici e privati. Se i costi dei materiali crescono in modo indiscriminato o se i parametri di riferimento non sono in linea con la realtà economica, il risultato è semplice: i cantieri si fermano, i progetti rallentano e le amministrazioni locali si trovano nell’impossibilità di programmare nuovi interventi. Questo vale ancora di più per i piccoli e medi Comuni, che operano con risorse limitate e che rischiano di vedere bloccati interventi fondamentali per la manutenzione delle infrastrutture e per lo sviluppo del territorio. Il tema dei prezzi dei materiali non può però essere affrontato senza guardare al contesto internazionale in cui ci troviamo. Negli ultimi anni abbiamo attraversato una sequenza di crisi senza precedenti: la pandemia da Covid-19, la crisi energetica, la guerra in Ucraina e le tensioni geopolitiche che continuano a destabilizzare diverse aree del mondo. Oggi assistiamo a una nuova escalation di instabilità in Medio Oriente, con il coinvolgimento dell’Iran e di altri attori della regione. Situazioni di questo tipo generano inevitabilmente incertezza nei mercati internazionali, soprattutto sul fronte dell’energia e delle materie prime. Proprio per questo è necessario agire con equilibrio e responsabilità. Le crisi internazionali non possono diventare ogni volta il motivo per giustificare aumenti indiscriminati dei prezzi. L’esperienza degli ultimi anni dovrebbe averci insegnato che dinamiche di mercato fuori controllo finiscono per penalizzare l’intero sistema economico. Un esempio evidente lo abbiamo già visto anche con alcune misure straordinarie come il bonus del 110%, che ha certamente sostenuto il settore edilizio ma che, allo stesso tempo, ha contribuito ad alimentare un forte aumento della domanda e, di conseguenza, dei prezzi dei materiali e delle materie prime. Oggi abbiamo il dovere di fare tesoro di quelle esperienze. Non possiamo permetterci di ripetere gli stessi errori. Servono equilibrio, responsabilità e una visione concreta della realtà economica. Difendere la sostenibilità dei prezzi significa difendere la possibilità per i Comuni di continuare a investire, per le imprese di lavorare e per i territori di crescere. Se i prezzi sfuggono a ogni logica di mercato, il rischio è quello di paralizzare gli investimenti pubblici e di frenare anche quelli privati. Per questo è fondamentale che il confronto sul prezzario e sull’andamento dei costi dei materiali tenga conto non solo delle dinamiche di mercato, ma anche delle ricadute reali che queste scelte hanno sui territori e sulle comunità locali. Le crisi globali non devono diventare il pretesto per nuove distorsioni economiche. Al contrario, dovrebbero spingerci tutti – istituzioni, imprese e sistema economico – ad agire con maggiore responsabilità per tutelare la stabilità del mercato e garantire continuità agli investimenti.


Una replica a “Crisi internazionali e aumento dei prezzi: evitare nuovi errori che rischiano di bloccare investimenti e cantieri”
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